La Patata Bianca di Esino ovvero la “BIANCONA”
Associazione

La coltivazione di questa patata, storicamente regina della gastronomia locale, era quasi scomparsa, ma la sua reintroduzione nel 2009, voluta da alcuni coltivatori  valligiani e sostenuta dal Parco Regionale della Grigna Settentrionale, ha coperto nel 2011 un’area di coltivazione di ben 3000 mq in un territorio montano e fortemente parcellizzato come quello della Val d’Esino.
I risultati del protocollo sperimentale, che fissa i parametri  della sua  coltivazione , ha dato e da risultati soddisfacenti sotto tutti gli aspetti scientifici ed ambientali.
La Biancona, inoltre, sottoposta ad un continuo test gastronomico ha dato il meglio di sè : una patata bianca, molto asciutta, ricca di amido e sali minerali  che si presta alla lavorazione sulla spianatoia per ottenerne sfoglia per ravioli o pattole in asciutto, che si accosta senza indugio a salumi lessi smorzandone l’impatto grasso del loro lardo.

Ottima per farne gnocchi ed eccellente per ottenere una purea vellutata e consistente. Alcuni schef  locali stanno dando il massimo di se stessi nella preparazione anche di piatti innovativi e raffinati.
Questo prodotto è tutelato dall’associazione e contraddistinto da un proprio marchio depositato.

 

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